''I dati sulla diminuzione degli ingressi di animali nelle strutture comunali nel periodo estivo e sull'aumento delle adozioni di cani e gatti accolti nei centri gestiti dal Campidoglio dimostrano il successo della campagna di sensibilizzazione lanciata dall'Amministrazione Comunale e rivolta ai cittadini romani”. E' quanto dichiarato, a inizio settembre, da una nota del presidente della Commissione Ambiente e Diritti degli animali del Comune di Roma, Andrea De Priamo(.http://www.andreadepriamo.it/index.asp?page=notizie_view.asp&id=934) Dai tre canili comunali di Roma (La Muratela, Ex-Cinodromo, Ex-Poverello) e di altre strutture private che gravitano intorno ad essi (Cani della Valle dei Cuccioli o Cani di Villa Andreaina), intanto, la nota si sveste del suo tono ottimistico e surclassa in un “Oggi il canile comunale di Roma ospita più del doppio dei cani che la struttura potrebbe contenere a causa del numero degli abbandoni drasticamente aumentato durante la stagione estiva”. Ma dati alla mano (diffusi dal Presidente dall’Associazione Volontari Canile Porta Portese, Simona Novi, che gestisce i canili romani dal 1997) e per il solo canile di Muratela, il risultano è proverbiale: sono stati 420 gli animali abbandonati, nel periodo 1° giugno-23 agosto, e il dato non smentisce quanto registrato nel 2009, quanto ne entrarono ben 437. Continuando la ricerca si arriva alla pagina delle possibili adozioni nei canili comunali e allora ci si imbatte in una lista infinita di foto, di racconti, e di richieste. Ci sono Rudy, Birba, Attila, Chicco, Blanche e altri centinaia di cani con storie di abbandoni e di maltrattamenti, pronti per essere adottati. Perché? Perché l’essere umano a un certo punto indossa gli abiti del cattivo e con un semplice gesto apre la portiera della sua auto e dice “su via!” al suo fedele compagno? C’è chi parla di vacanze, di difficoltà e costi da affrontare per farsi accompagnare dagli amici a 4 zampe. Ma ci sono anche tante “cattive” storie di vicinato, di gente che maschera la loro cinofobia con il perbenismo: “il cane da fastidio perché abbaia, ho il balcone pieno dei peli del tuo cane, e la pipì del tuo cane puzza” che arriva a svilire e sfinire anche il proprietario più risoluto e coraggioso fino al punto di pensare che è più “conveniente” abbandonare il suo amico al primo angolo di strada pur di non incappare in lunghe ed estenuanti beghe legali.

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