martedì 5 ottobre 2010

Furgone cercasi disperatamente.

Si cerca un furgone bianco o forse grigio. Non si sa. Di certo è che l'autista di quel furgone ha spento la vita di Saverio in un tempo che sarebbe bastato a spegnere una lampadina. 
"Quel maledetto giovedì di fine luglio, mio fratello stava facendo la salita del Muro Torto su quel motorino comprato per girare nel traffico". E' Flavio a parlare di suo fratello e delle difficoltà che incontra il suo pensiero quando inizia a riflettere che proprio la strada e le due ruote se lo sarebbero portato via. Anzi, quasi impossibile crederci. E questo era Saverio, ma era anche Mario, Stefano, Marco, una sequenza di nomi senza volti. Tutti centauri che dall'inizio dell'anno hanno perso la vita in sella alle loro amate moto e sulle strade della capitale.
Non è ancora tempo di bilanci e di dati. Il 2010 non si è ancora concluso. E' troppo presto. Dal rapporto dell'Automobile Club Italia (ACI), pubblicato a metà settembre emergono, per ora, solo percentuali e non numeri, si parla di incidenti e non di morti. Nel comune di Roma il 55% dei centauri è rimasto coinvolto almeno una volta in un incidente, e nel 67% dei casi ha riportato delle lesioni. E tutto questo nella città ritenuta, in Italia e in Europa, con la più alta concentrazione di cicli e motocicli.
Incidenti mortali in cui cambiano le dinamiche e le cause (manto stradale sconnesso, alta velocità, errore umano), ma le strade coinvolte, anno dopo anno, sono sempre le stesse: Cristoforo Colombo, Pontina, Laurentina, Muro Torto e poi Borghesiana, Tor Cervara e Vigne Nuove. 
Per risolvere o ridurre il problema c'è chi parla di maggiore informazione, chi, invece, richiede che sia prestata più attenzione nella guida e chi pensa di dover dare una sistemata alle strade. Ma non ci si può esimere dal pensare che anche un solo morto è pur sempre un costo troppo alto da dover affrontare. Un prezzo che non andrà mai in saldo. E che non avrà mai una contropartita onorevole e onorata soprattutto quando non ci  ferma neanche dopo essere stati causa di un incidente proprio come quello che è costato la vita a Saverio: un furgone fantasma che ora bisogna trovare.

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